leone ginzburg traduzioni

Lettore onnivoro, frequentatore di teatri e di concerti, nella sua classe godette di grande prestigio per la cultura, del tutto fuori del comune in un giovane della sua età; numerose testimonianze si soffermano sulla sua precoce serietà, su una sua intransigenza etica di sapore kantiano che lo caratterizzò per tutta la vita ma che si accompagnava, nel ragazzo, al piacere delle compagnie, anche femminili. Conversazioni con MarussiaGinzburg. Generosamente, il padre putativo, Fëdor Nikolaevič, aveva dato al G. il suo nome, ed egli crebbe considerandolo il proprio padre. - Editore italiano (Dogliani 1912 - Magliano Sabina 1999). Ritratto di Leone Ginzburg, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Leone_Ginzburg&oldid=117062782, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Terminato il liceo, nel novembre 1927 il G. si iscrisse a giurisprudenza, dove ebbe come compagni di corso Bobbio, V. Foa, Agosti, A. Galante Garrone. 60 s., 115 s.; Da Odessa a Torino. Dal carcere 1935-1943, a cura di F. Montevecchi, Torino 1998, ad indicem; L. Mangoni, Pensare i libri. Guarda le traduzioni di ‘Leone Ginzburg’ in Spagnolo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 dic 2020 alle 21:35. Si consolidarono così amicizie e rapporti culturali destinati a tradursi in seguito in iniziative politiche. ; G. Sasso, Variazioni sulla storia di una rivista italiana: "La Cultura" (1882-1935), Bologna 1992, ad indicem; L'itinerario di L. G., a cura di N. Tranfaglia, Torino 1996 (con prefaz. Cosmopolitismo e tradizioni familiari non sono tuttavia sufficienti a spiegare la straordinaria precocità intellettuale del G.: a Viareggio, a soli sei anni, compilava già dei "Ricordi di un giornalista in erba" (cfr. Quanto a Gobetti, l'eco delle sue iniziative politico-culturali era ancora viva nella Torino degli anni in cui il G. frequentava il liceo d'Azeglio, ma a esse lo accostavano anche tramiti più diretti, di persone che con Gobetti avevano collaborato più o meno intensamente: Monti in primo luogo, ma anche Polledro e, più tardi, il "libertino" Cajumi. Tra il 1943 e il 1944 i Ginzburg presero parte a diverse attività di edito-ria clandestina. di Giorgio Ferri. Si può ben dire che l'Einaudi sia stata in buona parte una sua creazione, e che ne portò l'impronta ancora per molti anni dopo la sua scomparsa. L’acribia filologica in Leone Ginzburg fu precoce. Dostoevskij, nel cinquantenario della morte dello scrittore; nello stesso fascicolo era stato annunciata la pubblicazione di un saggio del G. su Dostoevskij, che però non vide mai la luce a causa di altri impegni e vicende. Nel 1919 si verificarono fatti nuovi e drammatici: malgrado avesse inizialmente visto di buon occhio la rivoluzione del 1917, con l'instaurarsi del nuovo regime la famiglia Ginzburg ebbe a subire delle vessazioni. Il senso della sua vita, oltre che nei libri e negli articoli, è custodito nei preziosi archivi che conservano le sue lettere e i suoi appunti. Fra i suoi professori c’è Leone Ginzburg e a quel Liceo insegna pure Cesare Pavese. di L. Valiani, Milano 1997, pp. E, più ancora, nella testimonianza di una dedizione alla libertà spinta, senza esitazioni, fino al sacrificio. Il G. conservò, tuttavia, una sorta di partecipe distanza dalle sue due patrie, foriera probabilmente di una più acuta capacità di comprensione. Prima dell'arresto (che lo sottrasse per due anni anche al lavoro editoriale), il G. fece in tempo a progettare la "Biblioteca di cultura storica", per la quale aveva chiesto la collaborazione di studiosi come N. Rosselli, A. Omodeo, L. Russo e L. Salvatorelli (un volume del quale inaugurò la collana nel 1935). Giulio Einaudi partecipò a questo gioco in prima persona: non sempre con successo, se è vero che la casa editrice subì proprio in questo momento alcuni duri attacchi. La mattina del 5 febbr. Epistolario di Carlo, Nello, Amelia Rosselli 1914-1937, a cura di Z. Ciuffolletti, introd. 92 ss. Qui venne raggiunta dal G., che si iscrisse alla seconda classe del ginnasio Gioberti. Già a 13 anni scriveva al Corriere della sera per segnalare alcune imprecisioni contenute in un libro scritto da un esperto di cose militari, un generale che gli rispose credendo il suo interlocutore un illustre studioso. Camminava adagio, con le mani in tasca: e scrutava attorno… 99-118). All’inizio degli anni ’30 un Leone Ginzburg soltanto ... vale a dire la sua attenzione maniacale per la qualità delle traduzioni e per il loro grado di aderenza alla lingua originale. Nella sezione A - dove ebbe come compagni di classe S. Segre, G. Agosti, N. Bobbio - insegnavano due professori prestigiosi: U. Cosmo e Z. Zini; nel corso del 1926, Cosmo venne destituito per "incompatibilità" fra il suo pensiero e il regime, e fu chiamato a sostituirlo come supplente F. Antonicelli, di soli sette anni più anziano del Ginzburg. Nel 1921 i Ginzburg si spostarono ancora una volta: furono a Berlino dove il padre aveva avviato una nuova società commerciale assieme a un amico. Traduzione di Maria Bianca Luporini, #sansoni 1967 «Le famiglie felici si rassomiglian tutte. Tuttavia strinse amicizia con un operaio comunista, V. Giorgi, che fu poi deputato e sindaco del paese e frequentò anche un gruppo di confinati jugoslavi, giunti nel 1941. In ambiente universitario, circolavano in quegli anni numerosi fogli dell'antifascismo clandestino di varie tendenze (Difesa liberale, Umanità nova, Goliardo rosso). In appendice: scritti giovanili inediti di L. G., a cura di M.C. Sotto l'urgenza delle nuove inquietudini e tragedie che la guerra comportava, l'assenza forzata del G. da Torino fu forse uno degli elementi che favorirono una svolta nella storia della casa editrice, insieme con il contemporaneo innesto di nuove forze, collaboratori più giovani come Muscetta, M. Alicata, G. Pintor (e, con essi, il più anziano D. Cantimori). : Notizie relative al G. si trovano nelle opere a sfondo biografico della moglie Natalia: N. Ginzburg, Lessico famigliare, Torino 1963; Id., Le piccole virtù, Torino 1966; Id., È difficile parlare di sé. Saranno pubblicati postumi la raccolta di saggi Scrittori russi nel 1948 e il volume di Scritti nel 1964. Turgenev (per la UTET, Torino 1932), la Sonata a Kreutzer di Tolstoj e La donna di picche di Puškin (entrambi per Einaudi, rispettivamente nel 1942 e, postumo, nel 1949). Ne fecero parte, oltre al Monti, Carlo Levi, Barbara Allason, Mila, C. Mussa-Ivaldi, il professor Michele Giua e il figlio Renzo. Dal punto di vista strettamente politico, il G. vedeva in Croce, come tanti altri giovani antifascisti, l'uomo che con il Manifesto del 1925, e poi con la sua attività di studioso, si era affermato come un simbolo dell'antifascismo alla luce del sole. Dei lavori del G., pubblicati o ripubblicati postumi, ricordiamo: Scrittori russi, Torino 1948; Scritti, a cura di D. Zucaro - C. Ginzburg, ibid. Della sua attività di studioso restano alcuni acutissimi ... loc. Il G. venne portato in Italia per la prima volta nel 1910, quando passò l'estate a Viareggio con la madre e i fratelli: una consuetudine che si sarebbe ripetuta negli anni successivi. Ma quando il regime stabilì di chiedere il giuramento di fedeltà anche ai liberi docenti, non esitò a scegliere la rinuncia definitiva a un'attività accademica che pur gli si prospettava brillante. Ma nel G. c'era anche dell'altro: il suo essere un apolide. È possibile, ma non dimostrabile, che si riferisse a questo tema una battuta di Pintor sul suo "moralismo". Tra il 1926 e il 1927 il G. scrisse lunghi racconti (Sincerità, Signorina di famiglia) che leggeva a un piccolo gruppo di compagni di scuola; già qualche anno prima aveva scritto Vita eroica di Lucio Sabatini, un romanzo sullo squadrismo in Toscana (alcuni suoi scritti giovanili - quelli del periodo berlinese - si trovano in appendice a Da Odessa a Berlino…, pp. «La nostra classe, o per lo meno alcuni di noi, avevano acquistato una speciale sensibilità [...] per la presenza di un giovane precocissimo, che aveva, a quindici anni – quando entrò al d'Azeglio come studente di prima liceo – tal vastità di cultura, tal maturità di giudizio e tal altezza di coscienza morale da suscitar meraviglia nei professori – e uno di quei professori lo ha chiamato discepolo maestro – e schietta ammirazione, senza invidia, nei compagni: parlo di Leone Ginzburg.». Al quale ultimo (oltre che alla fedeltà alle proprie origini) si collega anche l'ispirazione di fondo del G., studioso e traduttore della grande tradizione letteraria russa. Ogni famiglia infelice, invece, lo è a modo suo». La prima intendeva offrire una biblioteca ideale di opere classiche, in uno spirito decisamente europeo. (con un ricordo di E. Tagliacozzo); G. De Luna, Storia del Partito d'azione, Milano 1982, ad indicem; Cinquant'anni di un editore. lióne) s. m. [lat. Leone Ginzburg, animatore della Resistenza a Roma, viene catturato dai nazifascisti e muore il 5 febbraio 1944 a Regina Coeli in seguito alle torture subite; Emanuele Artom, partigiano, è ucciso dopo essere stato catturato nel 1944 durante un rastrellamento nelle Valli Valdesi; Una biografia, Milano 1997, passim; N. Bobbio, Autobiografia, a cura di A. Papuzzi, Bari 1997, ad indicem; I Rosselli. Il G., di cui Monti aveva notato l'intelligenza già al momento dell'ammissione al liceo, collaborò con lui nella gestione della biblioteca. Sempre in questi anni, il G. continuò a collaborare al Baretti, iniziò (1929) a scrivere assiduamente per La Cultura, diretta allora da F. Neri, e, dal 1931, collaborò anche con riviste più legate alla cultura ufficiale, ancorché aperte a temi e scrittori a questa estranei, quali La Nuova Italia di E. Codignola e Pegaso di U. Ojetti. Dopo un violento interrogatorio da parte delle SS, con volto e labbra tumefatte, dirà al detenuto Sandro Pertini: «Guai a noi se domani non sapremo dimenticare le nostre sofferenze, guai se nella nostra condanna investiremo tutto il popolo tedesco». La casa editrice Einaudi dagli anni Trenta agli anni Sessanta, Torino 1999, ad indicem; G. Fiori, Casa Rosselli, Torino 1999, ad indicem; A. d'Orsi, La cultura a Torino tra le due guerre, Torino 2000, ad indicem. Negli stessi giorni furono arrestati anche Muscetta, Rossi Doria, S. Siglienti e vari altri collaboratori della rivista e della Einaudi. Due anni dopo, in seguito alle leggi razziali, venne anche privato della cittadinanza, e condotto allo stato di apolide. Questo non si riferisce solo al tragico destino di un'esistenza troppo breve: destino condiviso con Gobetti e Giaime Pintor, alle cui figure quella del G. è stata spesso accomunata. 1153-1183. Chi, in Internet e in particolare nei siti di relazione sociale, si esprime in modo aggressivo e violento, non di rado ricorrendo a offese, insulti, minacce, di solito approfittando dell’anonimato, mentre nella vita reale... leóne (ant. Uscito di prigione il 13 marzo 1936, fu ormai costretto a condurre una vita da vigilato speciale, cui era preclusa ogni forma di collaborazione a riviste o giornali. Nella sezione B insegnava, invece, A. Monti, intellettuale gobettiano di grande cultura e prestigio, che dirigeva la biblioteca degli studenti del d'Azeglio, della quale aveva fatto un vero punto d'incontro tra i migliori allievi della scuola. Fin dall'inizio, il G. ricoprì un ruolo assai importante in questi progetti: un suo scambio di lettere con A. Carocci ha per tema l'ipotesi di trasformare in una casa editrice la rivista Solaria. Si è sostenuto con buoni argomenti (Mangoni, pp. Leone Ginzburg was born to a Jewish family, and moved with them, first to Berlin and later to Turin at a very young age. Qui ebbe tra i suoi maestri F. Neri, A. Rostagni, A. Farinelli, M. Bartoli, S. Debenedetti (per citare solo quelli cui fu più vicino). La scrittrice torna a Torino e, al termine della guerra, inizia a collaborare alla casa editrice Einaudi. Gatti, A. Parente, Mila) e della storia dell'arte (con L. Venturi). È possibile che proprio la crescente influenza del filosofo lo inducesse nel novembre di quell'anno, dopo aver sostenuto alcuni esami di giurisprudenza nella sessione estiva, a trasferirsi al secondo anno di lettere. Un elemento assai importante che rischia però di esser Vera, che pure aveva cambiato nome da Hava-Golda, proveniva da San Pietroburgo ed era una donna dalla forte personalità, assai attiva in campo sociale[1]. Alcuni studenti si organizzarono per reagire alle provocazioni e alle chiassate fasciste alle lezioni di L. Einaudi e di F. Ruffini: tra essi, Garosci, Galante Garrone, M. Andreis, F. De Rosa, D.L. Il 1921 vide un nuovo trasferimento del nucleo familiare, questa volta a Berlino, dove il padre aveva ripreso l'attività commerciale formando, con un vecchio amico, una società di importazioni ed esportazioni. Nell'estate del 1914, allo scoppio della guerra, la madre tornò a Odessa con i due figli maggiori, mentre al G. venne evitato un rischioso viaggio per mare, lasciandolo in Italia e affidandolo alle cure della Segré, che fu per lui quasi una seconda madre. Si è giustamente parlato, a proposito del G., di una biografia incompiuta, di una vita recisa "senza concludere la sua opera", quando "ancora il suo discorso era appena cominciato" (Bobbio, p. XXIX). Nel suo primo articolo, Il concetto di autonomia nel programma di G. L., riprende e sviluppa temi gobettiani (giunti a lui anche - soprattutto per quanto riguarda il concetto di "autonomia" - attraverso la mediazione di Carlo Levi): l'Italia ha bisogno di una rivoluzione che incida non solo sulle forme politiche in senso stretto, ma sulla cultura e sul costume, che ne renda i cittadini capaci di autonomia, e cioè di partecipazione dal basso alle azioni collettive, di autogoverno; Parlamento e partiti erano già morti in Italia prima dell'avvento del fascismo; i consigli operai sono, nella storia recente, l'esperienza più viva e ricca di avvenire di organizzazione autonoma; occorrerà abolire i prefetti, ridare vita alle tradizioni storiche dei Comuni e dare espressione giuridica alle autonomie regionali. Gatti (pure pubblicata da Einaudi) dovevano essere soppresse alla metà del 1935. Il 1932 fu un anno decisivo nella biografia del G., soprattutto sotto l'angolo visuale della politica. Continuò invece nelle sue collaborazioni a varie riviste (dal 1933 anche all'Illustrazione italiana), e iniziò a insegnare storia e filosofia all'istituto magistrale D. Berti. Di Gobetti, il G. condivideva, fra l'altro, l'intransigenza etica e politica accompagnata da una grande apertura culturale; la critica dell'Italia prefascista; il già ricordato concetto di autonomia; il liberalismo fondato su basi etiche e capace di guardare a una democrazia sociale. Leone Ginzburg è stato un letterato e antifascista italiano, uno dei principal… Nel 1928 il G. aveva avuto modo di fare la conoscenza personale di Croce. Il padre morì a Berlino nel dicembre 1930; Nicola, dopo essersi laureato in ingegneria, lavorò per alcuni anni a Trieste, finché nel 1938, in seguito alle leggi razziali, si trasferì anche lui negli Stati Uniti, dove morì nel 1985; Marussa, laureatasi in giurisprudenza nel 1923, rimase con la madre a Torino, dove è deceduta nel 1994. di N. Bobbio e saggi di N. Tranfaglia, G. De Luna, M. Guglielminetti, A. d'Orsi); T. Pizzardo, Senza pensarci due volte, Bologna 1996, pp. Nel 1927 portò a termine la traduzione del Taras Bul´ba di N.V. Gogol´ e avviò quella di Anna Karenina di L.N. 1909, da Fëdor Nikolaevič e da Vera Griliches, in una famiglia ebrea, colta e agiata. Ha fondato la casa editrice che porta il suo nome, di ispirazione democratica e laica, con un catalogo orientato verso l'impegno civile e attento ai paesi stranieri. λέων]. 1931), da lui chiesta al raggiungimento della maggiore età. Da un punto di vista politico (per quanto sia possibile separare, in un personaggio come il G., cultura, politica e vita morale), si possono forse indicare quattro nomi come decisivi: G. Mazzini, C. Cattaneo, Gobetti e Croce. Nel marzo 1936, l'uscita del G. dal carcere, pressoché contemporanea al ritorno di Pavese dal confino, impresse una svolta all'attività della casa editrice. L'8 genn. Il 20 nov. 1943, il G. fu arrestato nella redazione dell'Italia libera e condotto a Regina Coeli. Più ancora, il filologo romanzo S. Debenedetti aveva rinnovato quella tradizione indirizzandola verso un più moderno approccio ai testi. Tante le traduzioni dell’opera, tra le quali, per importanza, vanno ricordate quella di Leone Ginzburg – studioso e docente di letteratura russa e moglie della scrittrice Natalia – che uscì per la casa editrice Slavia nel 1929 e fu poi riproposta da Rizzoli e Einaudi; e quella di … Avalle, Torino 1989, con prefaz. Il G. visse quindi gli anni dal 1914 al 1919 tra Roma e Viareggio, dove frequentò le scuole elementari e, nel 1919, sostenne l'esame di ammissione al ginnasio comunale. Vedi, inoltre, M. Mila, Ricordo di L. G., in Giustizia e libertà, 20 maggio 1945 (poi in Scritti civili, a cura di A. Cavaglion, con una nota di G. Einaudi, Torino 1995, pp. Venne in Italia bambino e studiò a Torino,. Guarda le traduzioni di ‘Leone Ginzburg’ in francese. Di questa, il G. intendeva vigorosamente mostrare la natura autenticamente europea, e quindi nient'affatto riconducibile a ipotetiche diversità e lontananze orientali o "asiatiche" (gli articoli e saggi del G. su questi temi vennero poi raccolti, nel 1948, nel volume einaudiano postumo Scrittori russi). Nacque a Odessa dagli ebrei Fëdor Nikolaevič Ginzburg e Vera Griliches. Antifascista, partecipò attivamente al ... Enciclopedia Italiana - II Appendice (1948). Leone fu per la prima volta in Italia nel 1910, quando trascorse le vacanze a Viareggio con la madre e i fratelli. ; articolo non firmato, ma generalmente attribuito a Croce o al G. e a Croce insieme); negli anni einaudiani, il G. fu, poi, il tramite dell'aggregarsi intorno alla casa torinese di molti studiosi provenienti dall'ambito crociano. L'11 marzo 1934, al valico di Ponte Tresa, la polizia fermò un'auto su cui si trovavano Sion Segre e Mario Levi, che il G. aveva inviato in Svizzera a prelevare stampa clandestina. Il senso di incompiutezza nasce anche dalla sproporzione palese fra gli scritti a noi giunti (che pure colpiscono ancora oggi il lettore per la loro versatilità e originalità) e il potenziale che si intravede nell'uomo e nello studioso, e che è testimoniato da moltissimi suoi coetanei. Compagno di studi di Sion Segre Amar, Giorgio Agosti e Norberto Bobbio, ebbe come insegnanti Umberto Cosmo e Zino Zini; Cosmo, poiché non era allineato al Regime fascista, fu sostituito nel 1926 dal giovanissimo Franco Antonicelli[1]. Sappiamo, al contrario, che Pintor nutriva per il G. un profondo rispetto personale, e che il G., tornato dal confino, riprese in pieno il suo ruolo nella casa editrice. A Croce (il Croce, inizialmente, dell'estetica e della critica e storia letteraria) il G. si volse assai precocemente. Il G. decise di ricostituirle, avviando una serie di contatti e dando vita, nel corso dell'estate, a un nuovo gruppo torinese di Giustizia e libertà. Proprio in un breve scritto del G. sull'Ariosto sembra di poter scorgere una riserva nei confronti del metodo crociano, nella sua applicazione - che doveva apparirgli semplicistica ancorché affascinante - al "poeta dell'armonia". Uno di questi, proveniente da G. Coppola, filologo classico e figura non secondaria del regime, si riferisce per l'appunto alla traduzione di Guerra e pace, non senza una minacciosa allusione - quasi certamente riferita al G. - a una "giudaica scrupolosità" (in Il Popolo d'Italia, 15 genn. Il cosmopolitismo, ancorché in buona parte obbligato, della famiglia era iniziato molti anni prima con lo stabilirsi negli Stati Uniti del nonno materno del Ginzburg. Il G. fu particolarmente attento, oltre che alla scelta dei testi, alla qualità delle traduzioni, che sottoponeva a una revisione scrupolosa: la traduzione "come scelta di lingua, di accuratezza nella versione del testo, di innesto vero e proprio di culture diverse in quella italiana" (Mangoni, p. 15) fu, fin dall'inizio, uno dei punti di forza della collana. VIII, 555 s.; G. Einaudi, Lezione magistrale, Torino 1998, passim; V. Foa, Lettere della giovinezza. di economia e politica agraria all'univ. Dal loro matrimonio nacquero Carlo, nel 1939, Andrea, nel 1940, entrambi a Torino, e Alessandra, nel 1943, all'Aquila. Sarebbe difficile sopravvalutare il ruolo svolto dal G. nell'avvio e nella gestione della casa editrice, dapprima nel 1933-34, poi negli anni fra il 1936 e il 1940, e persino in quelli del confino (1940-43), malgrado le molte limitazioni che gli vennero imposte; infine, nei pochi mesi della riconquistata libertà, fra il 1943 e il 1944. - Scrittore e giornalista (Voghera 1902 - Torino 1974); collaboratore de La Stampa e di altri giornali e periodici, curò varie rubriche culturali per la radio e la televisione, sempre unendo a interessi propriamente letterarî, sorretti da un gusto fine e sicuro, interessi politici ... Einàudi, Giulio. 230, 241, 245 e passim; C. Pavese, Lettere 1924-1944, a cura di L. Mondo, Torino 1966, ad indicem; G. Pintor, Doppio diario, a cura di M. Serri, Torino 1968, ad indicem; Sandro Pertini: sei condanne, due evasioni, a cura di V. Faggi, Milano 1970, p. 376; D. Zucaro, In un "Carteggio" inedito di Nello Rosselli il progetto di una rivista di storia europea, in Il Ponte, XXVIII (1972), pp. Lo divisero però da lui soprattutto, nel corso degli anni (ma senza che questo turbasse i loro rapporti), la scelta della cospirazione, il rifiuto del conservatorismo sociale e il senso dell'insufficienza di una "religione della libertà" che non si incarnasse in programmi politici più concreti. Mangoni, p. 121). Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 55 (2001). Il giovane Ginzburg visse in Italia per tutta la durata del conflitto, dividendosi tra Roma e Viareggio. Sandro Pertini, detenuto insieme con lui, ricorda di averlo incontrato, sanguinante, dopo l'ultimo interrogatorio; e che allora il G. gli disse "Guai a noi se domani […] nella nostra condanna investiremo tutto il popolo tedesco. Alla fine del gennaio 1944, per iniziativa di E. Lussu e di altre persone amiche, si ottenne che il G. fosse trasferito nell'infermeria del carcere, da dove si intendeva organizzarne la fuga. Per testimonianza di Bobbio il G. amava i grandi romanzi francesi dell'Ottocento (soprattutto Stendhal), aveva letto G. D'Annunzio e G. Pascoli, G. Verga e L. Pirandello, ma seguiva anche con interesse la narrativa italiana contemporanea e aveva avuto modo di conoscere e frequentare, ancora ragazzo, scrittori come E. Pea, A. Campanile, G. Forzano, P. Pancrazi. Frattanto, passati attraverso la Rivoluzione di ottobre, i parenti rimasti in Russia si trovavano in difficoltà: nonostante avessero sostenuto la rivolta, i Ginzburg dovevano soffrire nuove pesanti limitazioni. A Pizzoli, il G., "antifascista pericoloso", fu sottoposto a un regime di sorvegliato speciale. Negli ultimi mesi del 1933, nel gruppo di intellettuali antifascisti torinesi di cui il G. faceva parte si era cominciato a parlare della possibilità di dar vita a una iniziativa editoriale, finanziata da Giulio Einaudi, che già curava la pubblicazione de La Riforma sociale, diretta dal padre. 1942; cfr. Il primo a lasciare Odessa, nel 1919, fu Nicola il quale, temendo il richiamo alle armi, si trasferì a Torino dove si iscrisse al Politecnico. di N. Bobbio, introd. 66-82; V. Foa, Il Cavallo e la Torre. di Gianni Sofri - Sembra di scorgere, in questo, qualcosa di assai più complesso di una semplice ragione di prudenza. 1938, il G. sposò Natalia, figlia del professor Giuseppe Levi e sorella di Gino, Paola, Mario e Alberto. Non ci sono comunque elementi per sospettare che questo insieme di divergenze abbia portato, negli anni della guerra, vicino a situazioni di rottura. Leone Ginzburg era traduttore per costituzione. è morto lasciandoci orfani di un Padre della Patria. Panthera leo), che vive nelle savane africane a sud del Sahara e, con una piccola popolazione, in India; di grandi dimensioni... Fòa, Vittorio. Nelle intenzioni del G. la nuova collana avrebbe dovuto combattere le interpretazioni sabaudiste e nazionaliste (alla G. Volpe) della storia italiana recente; aprirsi alla storiografia straniera, in particolare anglosassone; volgersi a un pubblico più ampio, tenendo una via mediana tra studio erudito e alta divulgazione. 1934 scrisse infatti al Neri, preside della sua facoltà, una lettera nella quale lo informava che non intendeva prestare il giuramento, non potendo accettare che al suo insegnamento "siano poste condizioni se non tecniche e scientifiche". sotto la guida di Augusto Monti. Il carteggio dà conto di molti aspetti del Ginzburg "suscitatore di cultura", ma anche dell'uomo. Nato in Russia da madre russa, ma trasferitosi assai presto in Italia, il G. visse intensamente una sorta di contraddizione identitaria. Leone Ginzburg non ha mai imbracciato un'arma, nella lotta contro l'oppressione e la tirannia aveva a disposizione solo il suo intelletto, il suo rigore e la sua visione di un mondo in pace dove i popoli potessero vivere liberi. Otterrà la cittadinanza italiana solo 10 anni più tardi. Bianco, M. Soldati. 151, 179; M. Pflug, Natalia Ginzburg. Insegnò ai tre fratelli il francese e l'italiano e fu lei a creare i rapporti tra i Ginzburg e l'Italia[1]. Dall'interno di questo gruppo, ma soprattutto per iniziativa del G., si cominciò a pensare, e a parlare, di una nuova rivista, La Tavola rotonda, anche se il progetto venne momentaneamente abbandonato. In seguito il G. tradusse dal russo anche Nido di nobili di I.S. Tratto dallintroduzione agli Scritti di Leone Ginzburg, Einaudi, 1964. Figura importantissima nell'infanzia di Leone fu l'italiana Maria Segré (sorella del suo padre naturale) che sin dal 1902 viveva presso la famiglia in qualità di istitutrice. - Nacque a Odessa il 4 apr. [3][4] Rilasciato nel 1936, proseguì la sua attività letteraria e di antifascista. Leone Ginzburg con Pavese e Antonicelli Il confino in Abruzzo Nel giugno 1940, subito dopo l’entrata in guerra dell’Italia, venne inviato, come “internato civile di guerra”, nel paese di Pizzoli (L’Aquila), dove lo raggiunsero poco dopo la moglie e i due figli. Questa sua scelta venne fortemente influenzata dall’amicizia con Vincenzo Ciaffi, un illustre latinista (che curò le traduzioni di Arbitro Petronio, il Satyricon e altre opere) appassionato anche di filosofia e di teatro, ma soprattutto convinto antifascista già dal 1929, quando aveva aderito al … 63-78). – 1. a. Carnivoro della famiglia felidi (lat. Una borsa di studio (ottenuta per poter proseguire i suoi studi su Maupassant: intendeva trasformare in un libro la sua tesi di laurea) lo portò a soggiornare nell'aprile-maggio a Parigi. E nel 1922 il tredicenne G. scrisse una lettera al direttore del Corriere della sera per segnalare alcune inesattezze contenute in un articolo di A. Gatti, noto commentatore di cose militari, il quale gli rispose con una lettera assai rispettosa, con gran sorpresa - e soddisfazione - del bambino. I suoi quaderni di appunti di questo periodo sono andati purtroppo perduti, così come quelli posteriori degli anni del confino a Pizzoli. Nuove Traduzioni By Autori Vari Serena Prina Damiano Rebecchini Margherita Crepax Clemente Rebora Gianlorenzo Pacini Paolo Nori ... leone ginzburg e' 'i classici russi abebooks may 21st, 2020 - simboli e simbolisti russi autore andrej belyj curatore rosanna casari ugo persi editore milano 764-794; Nello Rosselli.Uno storico sotto il fascismo. Nel 1933 ottenne che il filosofo gli desse un articolo, Note caratteristiche del prof. Ercole, per i Quaderni di Giustizia e libertà (s. 2, novembre 1933, n. 9, pp. Docente di letteratura russa, insegnò giovanissimo (1932-33) all'università di Torino. Si organizzò, inoltre, per proseguire la sua attività editoriale e la collaborazione con Einaudi, malgrado la severa vigilanza di cui era oggetto: più che della posta, sorvegliata, si serviva delle rare visite di familiari per comunicare con Torino. Gli stessi scritti dedicati a Dante e a Mazzini durante il soggiorno berlinese, quando aveva appena 12-13 anni, testimoniano per l'appunto di una voluta e cercata coscienza e identità nazionale, quasi di una italianità che il ragazzo intendesse conquistare, far propria e mostrare inequivocabilmente all'esterno (ma soprattutto a se stesso). postumo nel 1948). Il 4 febbraio si sentì molto male; la sera, scrisse un'ultima lettera alla moglie Natalia e chiamò un infermiere, che però si rifiutò di far venire il medico. Ma veniamo a tempi più recenti. Il padre, che si chiamava in origine Tanchun Notkovič Ginzburg, aveva chiesto e ottenuto di poter assumere il nome russo per ragioni di affari. ; Odessa, 4 aprile 1909 – Roma, 5 febbraio 1944), è stato un letterato e antifascista italiano di origine russa, tra i principali animatori della cultura italiana negli anni trenta. Ne è un esempio straordinario - uno fra i tanti - la corrispondenza con E. Montale per la pubblicazione delle Occasioni (1938-39): dove il poeta, incerto lui stesso tra due varianti di un verso, si rimette al G. per la decisione ("scegli te", gli scrive). Ma solo nel 1936 apparirà la prima versione integrale del romanzo, tradotta dal russo, curata per Rizzoli da Leone Ginzburg. LVII e n., LVIII, LIX e n., LX e n., 139-143, 146, 149; G. Belardelli, Nello Rosselli, uno storico antifascista, prefaz. Brano tratto da LESSICO FAMIGLIARE di Natalia Ginzburg “Alla fine dell’inverno, Leone Ginzburg (1) tornò a Torino dal penitenziario di Civitavecchia, dove aveva scontato la pena. Un “russo piemontese”: Leone Ginzburg slavista L’episodio è abbastanza noto.

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